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Il Palazzo
Nel centro storico di Ivrea è situato il Palazzo Giusiana. Le informazioni su chi e quando venne costruito il Palazzo non sono
certe, perché i documenti originali sono andati perduti. Il Palazzo è raffigurato anche nella stampa del Theatrum sabaudiae al
numero nove con la didascalia "P. del B. Perrone" dal nome della famiglia sua prima proprietaria e probabile committente.
L 'archivio della famiglia Perrone di S. Martino è stato in gran parte smembrato e molti documenti sono stati perduti; da pochi questo si trova
all'Archivio di Stato in via Piave a Torino, ma non sono presenti informazioni inerenti al Palazzo di Ivrea. Nel 1635 il Monsignor
della Chiesa descrive come "Il più bello e magnifico palazzo che al di là da Dora sia in Piemonte che dal Barone Perrone è stato
edificato", è probabile che Monsignor si riferisca in particolare al palazzo di proprietà di Carlo Perrone, conte di S. Martino e
barone di Quart, auditore carnevale e consigliere del Duca Carlo Emanuele I di Savoia.
Il palazzo fu di proprietà della famiglia Perrone fino al 1799, successivamente passò alla famiglia Garda fino al 1817 e poi ad un parente di questa, il Colonnello Amadeo
Giusiana, da cui prese il nome. Nel 1800 Napoleone Bonaparte vi soggiornò per alcuni giorni e durante la dominazione francese fu
sede della prefettura. I documenti conservati nell'archivio comunale di Ivrea partono dal 1807 con l'atto di apertura del
tribunale. Vedi allegati B, C, D. Nel 1864 il Comune acquistò il Palazzo per ospitare, in alcune sale, la preziosa collezione di
oggetti orientali, donata da Pier Alessandro Garda. Il museo fu inaugurato nel dicembre del 1876e si arricchì anche della
raccolta di iscrizioni romane della famiglia Perrone. Dalla fine dell'Ottocento è sede del Tribunale e della Corte D'Assise.
Negli anni Settanta del Novecento il Palazzo si presentava molto degradato, si rese quindi necessaria la chiusura temporanea
dei locali e il provvisorio trasferimento degli uffici giudiziari per intraprendere i lavori di restauro. Il progetto per la
sistemazione e restauro di Palazzo Giusiana da adibirsi a sede generale degli Uffici Giudiziari venne redatto nel 1975 dagli
architetti Fausto Maga e Riccardo Petitti; la direzione dei lavori venne affidata all'ing. Giuseppe Aluffi. I lavori si svolsero
in tempi lunghi, anche a causa degli imprevisti verificatesi durante i lavori, come, ad esempio, la necessità di intervenire
strutturalmente sulle fondazioni. La rimozione dei controsoffitti portò alla luce i solai lignei a cassettoni e le decorazioni
a fresco, la cui esistenza era ignorata. Oltre al degrado si riscontrarono problemi di dissesto, con fessure che richiesero
in alcuni casi interventi di consolidamento.
Negli allegati A sono riportati alcuni documenti conservati nell'archivio comunale di Ivrea che testimoniano le modifiche effettuate
sul Palazzo a partire dal 1807.
Dalle forme tardo rinascimentali si può dedurre che gran parte della costruzione risalga alla fine di Cinquecento, inizi del Seicento. Il Palazzo si è
sviluppato probabilmente intorno ad una casa con torre quattrocentesca, ora inglobata nel Palazzo, che originariamente
faceva parte di un complesso residenziale più vasto dell'attuale e si allacciava, con un'ala cinquecentesca porticata,
denominatala "Serra", alla chiesa gotica di S. Francesco. La suddetta ala, la chiesa ed altri corpi dell'edificio furono
demoliti nel 1933 per far posto all'attuale liceo classico "C. Botta".
Il conte Perrone, nel Settecento, per ampliare il suo giardino privato, acquistò il terreno di proprietà dell'abbazia di Santo Stefano,
in gran parte abbattuta a metà del Cinquecento.
Il giardino, oltre a racchiudere l'antica torre e una chiesetta, fu abbellito con due eleganti tempietti, su
disegno dell'architetto….Borra, l'uno in stile greco con colonne di ordine ionico nell'angolo sud-ovest, l'altro di stile
romano. Il conte aveva inoltre allestito una collezione di lapidi antiche nel primo tempietto e di medaglie nel secondo.
I due tempietti sono scomparsi da tempo e il giardino del Palazzo è da più di cento anni adibito a giardino pubblico di
Ivrea, risistemato alla fine del XIX secolo con l'apertura del Nuovo Lungo Dora.
Vedi tavola 1.
Il Palazzo, prima della creazione del lungo Dora, emergeva dal terreno anche con il piano che risulta ora interrato in conseguenza
dell'innalzamento del livello del giardino.
L'edificio oggi si sviluppa attorno a due cortili interni, uno porticato su due piani, con colonne che sorreggono archi
a tutto sesto e volte a crociera, l'altro delimitato semplicemente dalle sobrie facciate interne.
L 'ingresso al Palazzo è lungo via dei Patrioti su cui sono collocati due portoni che permettono l'accesso in corrispondenza dei due cortili interni.
Il Palazzo è composto da tre piani fuori terra e da uno interrato, a seguito dell'innalzamento del livello del terreno. La distribuzione
verticale è garantita da scale e ascensori convenientemente collocati nei diversi piani, di particolare rilievo è la scalinata
monumentale cinquecentesca che parte dal piano terreno per giungere al primo piano.
Le facciate conservano un rivestimento a "graffito" , unico esempio ad Ivrea, che incornicia le finestre e sottolinea i piani
e le linee architettoniche del Palazzo.
Le facciate, come i palazzi rinascimentali, sono scandite verticalmente da una successione di finestre che al piano terreno sono di
geometria rettangolare,al primo piano architravate, con alternativamente architrave triangolare e curvilinea, e al secondo piano
sono di geometria circolare.
La scansione orizzontale è sottolineata dallo zoccolo in pietra, dal bugnato disegnato e dal rivestimento. La copertura del Palazzo
è a falde con una struttura linea rivestita da coppi .
All'Ufficio Tecnico di Ivrea sono depositati i disegni di Palazzo Giusiana realizzati dagli Arch. Fausto Maga, Riccardo Petitti e
dall'Ing. Giuseppe Aluffi alla fine degli anni Settanta.
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